Lo statuto

I Soci Fondatori, ritenendo che sia utile dare una forma organizzativa alle proprie attività, si costituiscono in Associazione, secondo i principi del presente

STATUTO

Denominazione

L’Associazione assume la denominazione di Associazione Nicholas Georgescu-Roegen, con sigla GeoRoeG.

Carattere non lucrativo

L’Associazione è un’associazione senza fini di lucro, di promozione sociale ai sensi della L. 383/00.

Sede

L’Associazione ha attualmente la sede sociale in Montespertoli (FI), via Poggiarello, 9 – Loc. Poppiano e potrà istituire o chiudere sedi secondarie o sezioni anche in altre città d’Italia o all’estero mediante delibera del Consiglio Direttivo.

Il trasferimento della sede sociale non comporta modifica dello Statuto.

La sede potrà essere trasferita con semplice delibera di Assemblea.

Autonomia e principi

L’Associazione è autonoma, pluralista, e tutela l’idea che l’avanzamento e diffusione della conoscenza, insieme alla formazione e allo sviluppo umano e professionale orientato alla costruzione di un futuro in armonia con l’ambiente, siano una pratica fondamentale di promozione sociale.

Il riferimento di partenza è il programma bioeconomico minimale sviluppato da Nicholas Gerogescu-Roegen.

Invece di continuare ad essere massimamente opportunisti e di concentrare la nostra ricerca nella individuazione di maniera economicamente efficienti di accedere alle risorse minerarie – tutte disponibili in quantità finite e tutte altamente inquinanti – dovremmo rivolgere i nostri sforzi verso il miglioramento degli usi diretti dell’energia solare – l’unica fonte pulita e praticamente illimitata.

Tecniche già note dovrebbero essere diffuse senza ritardi tra tutte le persone cosicché possiamo apprendere tutti dalla pratica e sviluppare la forma corrispondente di scambio.

Un’economia basata primariamente sul flusso di energia solare farà anche a meno, anche se non completamente, del monopolio delle generazioni presenti rispetto a quelle future, perché anche in una economia del genere avremmo bisogno di far ricorso alla nostra dote genetica, soprattutto per il materiali. Le innovazioni tecnologiche avranno certamente un ruolo in questo senso, ma è il momento di smettere di dare importanza esclusivamente all’aumento dell’offerta.

Anche la domanda può fare la sua parte, una anche più importante e di maggior efficienza in ultima analisi. Sarebbe stupido proporre la rinuncia completa al comfort industriale dell’evoluzione esosomatica. L’umanità non tornerà nelle caverne, o, piuttosto, agli alberi. Ma vi sono alcuni punti che potrebbero essere inclusi in un programma minimo bioeconomico.

La produzione di tutti gli strumenti di guerra, non solo la guerra stessa, dovrebbe essere proibita completamente. È del tutto assurdo (ed anche ipocrita) continuare a coltivare tabacco se, nelle dichiarazioni, nessuno vuole più fumare. Le nazioni che sono tanto sviluppate da essere i principali produttori di armamenti dovrebbe essere capaci di raggiungere un ampio consenso su questo divieto senza alcuna difficoltà se, come affermano, possiedono anche la saggezza per guidare l’umanità. Interrompere per sempre la produzione di questi strumenti di guerra non solo la farà finita con gli assassini di massa per mezzo di armi ingegnose ma libererà anche grandissime forze produttive che potranno essere impiegate per l’aiuto internazionale senza pregiudizio del livello di vita nei rispettivi paesi.

Grazie all’uso di queste forze produttive, e per mezzo di misure aggiuntive ben pianficate e oneste, bisogna aiutare le nazioni in via di sviluppo a raggiungere il più rapidamente possibile tenore di vita buono (non lussuoso). Tanto i paesi ricchi quanto quelli poveri devono effettivamente partecipare agli sforzi richiesti da questa trasformazione e accettare la necessità di un cambiamento radicale nelle loro visioni polarizzate della vita.

Il genere umano dovrebbe gradualmente ridurre la sua popolazione fino ad un livello in cui l’alimentazione possa essere adeguatamente fornita dalla sola agricoltura organica. Naturalmente, le nazioni che stanno conoscendo un’alta crescita demografica dovranno impegnarsi duramente per ottenere i risultati più rapidi possibili in questa direzione.

Fino a che non sia diventato comune l’uso diretto di energia solare o sia ottenuta la fusione controllata, ogni spreco di energia per surriscaldamento, superraffreddamento, superaccelerazione, superilluminazione, ecc. – dovrebbe essere attentamente evitato e, se necessario, rigidamente regolamentato.

Dobbiamo curarci dalla passione morbosa per i congegni stravaganti, splendidamente illustrata da un oggetto contradditorio come l’automobilina per il golf, e per splendori pachidermici come le automobili che non entrano nei garage. Se ci riusciremo, i produttori smetteranno di produrre simili “beni”.

Dobbiamo liberarci anche della moda, quella “malattia mentale umana”, come la chiamò l’abate Fernando Galliani nel suo celebre Della Moneta (1750). E’ veramente una malattia della mente gettar via una giacca o un mobile quando possono ancora servire al loro scopo specifico. Comprare un’automobile “nuova” ogni anno e arredare la casa ogni due è un crimine bioeconomico. E’ stato già proposto di fabbricare gli oggetti in modo che durino più a lungo. Ma è ancor più importante che i consumatori si rieduchino da sè così da disprezzare la moda. I produttori dovranno allora concentrarsi sulla durabilità.

E strettamente legato al precedente, è la necessità che i beni devono essere resi più durevoli tramite una progettazione che consenta poi di ripararli.

Dovremmo liberarci dalla “sindrome circolare del rasoio elettrico”, che consiste nel radersi più in fretta per avere più tempo per lavorare ad un rasoio che permetta di radersi più rapidamente ancora, in maniera da avere ancora più tempo per progettare un rasoio ancora più veloce, e così via all’infinito. Questo cambiamento richiederà una buona dose di autocritica e un gran numero di ripudi da parte di tutti quegli ambienti professionali che hanno attirato l’uomo in questa vuota regressione senza limiti. Dobbiamo renderci conto che un prerequisito importante per una buona vita è una quantità considerevole di tempo libero trascorso in modo intelligente.

Finalità e attività istituzionali

L’Associazione ha la finalità di

  • promuovere la diffusione della conoscenza del pensiero e delle opere di Nicholas Georgescu-Roegen e la diffusione delle conoscenze sui temi della bioeconomia, costituendo un centro di riferimento per quanti sono interessati direttamente o indirettamente alla figura e all’opera di Nicholas Georgescu-Roegen e alla bioeconomia;
  • sostenere l’avanzamento delle conoscenze in relazione alla bioeconomia e alle discipline ad essa collegate;
  • divulgare la conoscenza delle conseguenze operative della bioeconomia e promuoverne l’applicazione, stabilendo relazioni con gli altri soggetti della società;
  • sviluppare rapporti stabili con le istituzioni pubbliche, gli organismi di ricerca e gli operatori economici, sia pubblici che privati, le associazioni italiane, europee e internazionali che si occupano di bioeconomia e delle discipline e temi direttamente e indirettamente collegati;
  • accrescere il numero e la partecipazione dei Soci dell’Associazione e la sua visibilità e capacità di azione.

Per la realizzazione delle sue finalità, l’Associazione mette in opera le iniziative più opportune, tra cui, a mero titolo esemplificativo:

  • promuovere iniziative di studio, divulgazione ed informazione culturale;
  • organizzare attività di informazione nei confronti dell’opinione pubblica, attraverso incontri, conferenze, convegni o supporti editoriali, periodici o non periodici, nonché mediante la promozione e l’organizzazione di media televisivi, radiofonici ed informatici;
  • costituire scuole e centri di formazione;
  • porre in essere iniziative concrete di tutela, anche ai sensi dell’art. 27 L. 383/00, innanzi a ad organi giurisdizionali Nazionali e Comunitari ai fini della protezione degli interessi sociali e collettivi;
  • svolgere attività di utilità sociale in favore degli associati e dei terzi ed attività accessorie, anche di carattere economico, direttamente connesse a queste ultime, da esplicarsi nella qualità di ente non commerciale.

Per realizzare le proprie attività l’Associazione si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni occasionali, volontarie e gratuite dei propri soci, nonché di collaboratori e professionisti esterni all’Associazione, anche nella forma di stage.

In caso di particolare necessità, L’Associazione potrà assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati.

Soci

Può aderire all’Associazione – senza alcuna discriminazione – qualunque persona fisica o giuridica che sia interessata alle tematiche proposte, si riconosca nelle finalità istituzionali nel presente statuto e ne accetti i principi.

L’Associazione si compone di persone fisiche e persone giuridiche secondo la tipologia di seguito indicata.

Soci Fondatori: persone fisiche che al momento della costituzione dell’Associazione hanno sottoscritto la proposta di atto costitutivo.

Soci Ordinari: persone fisiche e persone giuridiche che condividono gli scopi dell’Associazione e la cui domanda di iscrizione è stata accettata dal Consiglio Direttivo.

Soci Sostenitori: persone fisiche e persone giuridiche che contribuiscono attraverso un fattivo apporto economico alle finalità dell’Associazione.

Soci Studenti: sono studenti interessati alle finalità dell’Associazione che possono aderire all’Associazione godendo delle particolari agevolazioni economiche stabilite nel regolamento interno dell’Associazione.

Soci Onorari: sono soci che, a insindacabile giudizio del Consiglio Direttivo, con la loro opera hanno dato contributi essenziali nei campi di attività e di interesse dell’Associazione.

L’appartenenza all’Associazione ha carattere libero e volontario, ma impegna gli aderenti al rispetto delle deliberazioni adottate dai suoi organi.

La richiesta scritta di adesione, contenente l’adesione alle finalità di cui all’art. 5 dello Statuto, è presentata al Consiglio Direttivo dell’Associazione che decide su di essa. Il rigetto della richiesta di adesione può essere motivato esclusivamente in relazione a comportamenti, anche pregressi, del richiedente che siano o siano stati in contrasto con le finalità dell’Associazione.

La qualità di socio si acquisisce con l’approvazione del Consiglio Direttivo. A tutti i soci sono riconosciuti identici diritti. In particolare, tutti i soci possono essere eletti alle cariche associative.

Gli associati hanno diritto a:

  • concorrere all’elaborazione del programma e partecipare alle attività promosse dall’Associazione;
  • approvare il Bilancio preventivo ed il Rendiconto economico e finanziario, o il bilancio consuntivo dell’Associazione;
  • eleggere gli organi dell’Associazione ed essere eletti negli stessi.

Gli associati sono tenuti a:

  • osservare lo Statuto, i regolamenti, le delibere degli organi dell’Associazione;
  • versare alle scadenze stabilite le quote sociali decise dagli organi dell’Associazione;
  • rimettere la risoluzione di eventuali controversie interne all’operato del Comitato di Garanzia dell’associazione.

Lo status di socio, una volta acquisito, ha carattere permanente e può venire meno solo nei casi espressamente previsti dal presente Statuto.

La qualità di socio deve risultare da apposito libro dei Soci, tenuto dagli organismi direttivi dell’associazione locale.

La partecipazione sociale non può in alcun modo essere collegata alla titolarità di quote di natura patrimoniale.

Recesso od esclusione del socio

I soci possono recedere in qualsiasi momento dall’associazione, con presentazione di dichiarazione scritta di recesso, diretta al Consiglio.

I soci sono esclusi dall’associazione allorché arrechino, in qualsiasi maniera, nocumento all’immagine dell’associazione o danni materiali o morali alla stessa, con contegno ritenuto non conforme agli scopi sociali. La proposta di esclusione viene votata dal Consiglio direttivo a maggioranza qualificata e con effetto immediato il socio viene sospeso in via cautelare. La deliberazione che propone l’esclusione è comunicata al socio a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno e il socio ha diritto di presentare, entro venti giorni, proprie deduzioni e memorie e ricorso al Comitato di Garanzia.

La decisione di esclusione è ratificata a maggioranza semplice dall’Assemblea dei soci nella prima riunione utile.

E’ dichiarato decaduto dalla qualità di socio l’aderente moroso nel pagamento delle quote associative per almeno due annualità.

I soci che, per qualsiasi ragione, cessano di far parte dell’Associazione non possono vantare diritti sul patrimonio.

Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea dei soci;
  • il Consiglio direttivo;
  • il Presidente;
  • il Comitato di Garanzia.

Assemblea generale dei soci

L’Assemblea generale dei soci (l’Assemblea) è l’organo sovrano dell’Associazione; hanno diritto di parteciparvi, di prendere la parola e di votare tutti gli associati che si siano messi in regola con il pagamento della quota associativa. Il singolo associato può votare anche per un socio che non abbia potuto partecipare all’assemblea e lo abbia delegato. Le deliberazioni dell’assemblea dovranno essere sottoscritte dal Presidente e dal Segretario, e verranno inserite nel libro verbale delle assemblee.

L’Assemblea:

  • discute tutte le linee generali di attività dell’Associazione;
  • delibera sul programma di attività e sulle iniziative che vengono sottoposte dal Presidente, dal Consiglio e dai singoli soci;
  • approva il rendiconto gestionale preventivo e consuntivo, il regolamento interno, le modifiche dello Statuto e le relazioni del Consiglio;
  • procede all’elezione ed alla nomina delle cariche sociali previste nel presente Statuto;
  • stabilisce l’ammontare delle quote associative e degli eventuali contributi a carico dei soci.

L’Assemblea ordinaria si riunisce almeno una volta l’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, per l’approvazione del bilancio. Un’Assemblea straordinaria può essere convocata ogni qualvolta sia ritenuto necessario, su iniziativa del Presidente, di una parte del Consiglio o su richiesta di almeno un terzo dei soci.

Per la regolarità delle adunanze e deliberazioni dell’Assemblea si applicano le seguenti norme:

  • le adunanze sono valide in prima convocazione quando siano presenti almeno due terzi dei soci, e in seconda convocazione quale che sia il numero dei presenti;
  • le deliberazioni sono valide in prima convocazione quando siano presenti almeno due terzi dei soci e in seconda convocazione quale che sia il numero dei presenti;
  • le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice, fatto salvo quanto previsto all’art. 19 in caso di scioglimento.

Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale che viene redatto dal Segretario. Il verbale viene sottoscritto e trascritto su apposito registro, conservato a cura del Presidente. Ogni socio ha diritto di consultare i verbali delle sedute e chiederne, a proprie spese, una copia.

Qualora, nel corso dell’Assemblea, siano assunte dichiarazioni destinate ad essere rese pubbliche e sulle quali si sia creata disparità di opinioni all’interno dell’Assemblea, su richiesta di almeno un quarto dei votanti, il Segretario provvederà a verbalizzare anche la mozione di minoranza ed a renderla pubblica.

Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è l’organo che definisce le linee e le priorità delle attività per perseguire le finalità sociali, ed elabora i programmi annuali e pluriennali da sottoporre all’Assemblea generale dei soci.

Si riunisce almeno due volte l’anno e delibera all’unanimità dei presenti. Qualora non si raggiunga l’unanimità, il Consiglio si riconvoca e delibera a maggioranza assoluta dei propri componenti. Resta in carica per tre anni e i Consiglieri possono essere rieletti.

Esso è composto da un minimo di tre a un massimo di sette componenti eletti dall’Assemblea Generale dei soci con modalità e maggioranza di cui all’art. 9.

Il Consiglio elegge fra i suoi membri il Presidente dell’associazione, il quale esprime l’unità dell’Associazione e ne esercita il coordinamento politico ed organizzativo, nel rispetto del mandato dell’Assemblea Generale dei Soci.

Il Consiglio nomina tra i propri componenti il Segretario e il Tesoriere dell’Associazione e fissa le responsabilità degli altri Consiglieri.

Il Consiglio ha il compito di redigere il Rendiconto di gestione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Generale.

Propone il Bilancio preventivo e stabilisce, salvo approvazione dell’Assemblea, le quote associative annuali.

Il Consiglio compila un Regolamento interno dell’Associazione e lo propone per l’approvazione all’Assemblea dei soci.

Tutti gli organi del Consiglio possono essere revocati in ogni momento e decadono in ogni caso alla scadenza del mandato del Consiglio stesso.

Il Consiglio è convocato, oltre che dal Presidente, da almeno un terzo dei suoi componenti quando lo richiedono.

Presidente

Il Presidente è eletto dal Consiglio tra i suoi componenti, convocato in apposita adunanza, in cui vengono anche eletti il Segretario e il Tesoriere. Dura in carica tre anni e può essere rieletto.

Il Presidente ha la firma e la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte a terzi e in giudizio.

Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea Generale e il Consiglio; sovrintende alle attività dell’Associazione e all’esecuzione delle delibere degli organi sociali. In caso di urgenza il Presidente può esercitare i poteri del Consiglio riferendone allo stesso tempestivamente e, in ogni caso, nella riunione immediatamente successiva.

Al Presidente sono inoltre attribuiti tutti i più ampi poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria della Associazione, in particolare di:

  • obbligare cambiariamente l’Associazione, previa autorizzazione del Consiglio;
  • compiere presso gli Istituti di credito qualsiasi operazione bancaria; nel caso di operazioni allo scoperto o di richiesta e/o utilizzo di fidi, sarà ugualmente necessaria l’autorizzazione del Consiglio;
  • transigere e compromettere in arbitri, anche amichevoli e compositori;
  • autorizzare e compiere qualsiasi operazione presso uffici pubblici e privati;
  • promuovere giudizi avanti a tutte le giurisdizioni, resistere alle liti, transigere, nominare avvocati.

Occorrerà la preventiva autorizzazione del Consiglio per:

  • acquistare, vendere e permutare beni immobili;
  • assumere mutui e finanziamenti a medio e lungo termine.

Tesoriere

Il Consiglio elegge tra i propri membri un Tesoriere, al quale è affidato il compito della redazione contabile dei bilanci, preventivo e consuntivo, nonché della tenuta dei conti dell’associazione.

Su delega del Presidente può procedere all’accensione di conti correnti postali e/o bancari ed alla movimentazione dei relativi fondi ed alle operazioni sui conti senza limiti di importo.

Segretario

Il Consiglio elegge tra i propri membri un Segretario che assicura la redazione dei verbali delle riunioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio e ne cura la tenuta.

Comitato di Garanzia

Per consentire ad ogni iscritto oggetto di provvedimento di esclusione, o ad ogni cittadino la cui domanda di iscrizione all’associazione non sia stata accolta di poter proporre impugnazione avverso le suddette decisioni, è costituito un Comitato di Garanzia, eletto in occasione dell’assemblea generale, di 3 membri tra coloro che non siano membri del Consiglio Direttivo; il Comitato di Garanzia decide in base ai principi fondamentali del presente Statuto; in caso di incompatibilità di uno o più membri del Comitato di Garanzia, si procederà ad estrazione a sorte del numero di nuovi membri necessari per il completamento del Comitato stesso.

Una volta ricevuto il ricorso, corredato a pena di inammissibilità dalla decisione impugnata e dalle eventuali deduzioni o memorie presentate, il Comitato di Garanzia decide entro venti giorni sulla base degli atti e può convocare innanzi a sè il ricorrente e il Presidente dell’associazione per chiarimenti.

Modifica dello statuto

Lo Statuto può essere modificato, su proposta del Consiglio, solo dall’Assemblea dei soci.

Patrimonio sociale

Il patrimonio dell’Associazione è costituito dal Fondo comune, dagli eventuali fondi di riserva costituiti con il residuo di avanzi di gestione non reinvestiti nelle attività istituzionali e in quelle accessorie, previste in questo Statuto, dai beni mobili e attrezzature in dotazione.

Il Fondo comune dell’associazione è costituito dalle quote annuali versate dai soci e da contributi una tantum corrisposti dagli associati stessi, non ripetibili, neanche in caso di recesso od esclusione.

Il patrimonio potrà essere incrementato dai beni mobili ed immobili che perverranno all’Associazione a qualsiasi titolo, nonché da donazioni, eredità e legati espressamente destinati all’incremento del patrimonio medesimo.

Le altre risorse economiche dell’associazione sono costituite:

  • da eredità, donazioni e legati;
  • da contributi dello stato o altri enti pubblici;
  • da contributi di enti pubblici e privati, di persone fisiche;
  • da entrate derivanti dalla prestazione di servizi convenzionati;
  • dagli utili, i proventi, i redditi ed ogni altro introito derivanti dallo svolgimento delle attività istituzionali;
  • da contributi dell’Unione Europea e di altri organismi internazionali;
  • da proventi dalla cessione di beni e servizi agli associati o a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche svolte in via sussidiaria o comunque, finalizzate al raggiungimento degli scopi istituzionali;
  • da erogazioni liberali degli associati o di terzi;
  • da entrate derivanti da attività promozionali finalizzate al proprio sostentamento, quali feste e sottoscrizioni a premi;
  • da altre entrate compatibili con le finalità dell’associazionismo di promozione sociale;
  • dai redditi del patrimonio e ogni altro provento.

Tali entrate saranno impiegate per il raggiungimento delle finalità dell’Associazione in conformità alle deliberazioni degli organi sociali.

Bilancio

Gli esercizi dell’associazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno.

Entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio sono predisposti il bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Generale dei soci. I bilanci devono restare depositati presso la sede dell’associazione nei 15 gg. che precedono l’Assemblea convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti coloro che abbiano un motivato interesse alla loro lettura. La richiesta di copie è soddisfatta dall’associazione a spese del richiedente.

Il rendiconto economico-finanziario viene approvato dall’Assemblea Generale dei soci entro il 30 aprile dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio sociale.

I proventi delle attività non possono in nessun caso essere divisi fra i soci, anche in forme indirette.

Avanzi di gestione

All’associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione stessa, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre associazioni di promozione sociale che per legge facciano parte della medesima ed unitaria struttura.

L’associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad essere direttamente connesse.

Durata

L’Associazione ha durata illimitata.

L’associazione può essere sciolta per recesso di almeno tre quarti degli associati, o per volontà dei due terzi dei soci, riuniti in Assemblea.

La deliberazione di scioglimento è adottata dall’Assemblea, convocata in via straordinaria o, nel caso di recesso di almeno tre quarti degli associati, anche in via ordinaria, su richiesta del Consiglio Direttivo.

In caso di scioglimento di cessazione o di estinzione – per qualunque causa – dell’Associazione, il patrimonio residuo sarà destinato al raggiungimento di fini di utilità sociale identici o similari a quelli statutari e perseguiti da altre associazioni, o ai fini di pubblica utilità, come anche previsto dall’art. 5 c.4 L. 266/91, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3 c.190 della L. 662/96, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

I modi e i termini saranno stabiliti dall’Assemblea dei soci.

Disposizioni transitorie

Contestualmente all’atto di costituzione dell’Associazione i Soci Fondatori nominano i membri del primo Consiglio Direttivo provvisiorio, che ha il compito di predisporre il primo programma previsionale e che decadrà con la prima Assemblea che dovrà essere convocata entro il 31 dicembre 2008.

Fino alla suddetta prima Assemblea, la quota associativa è transitoriamente stabilita in euro 50 (euro cinquanta|00), per il periodo che va dalla data di adesione fino al 31 dicembre 2008.

Vengono anche nominati membri del primo Consiglio Direttivo transitorio, stabilendone altresì i ruoli:

Anna Rodeghiero (Presidente) Carmelo Libutti (Tesoriere) Paolo Santinello (Consigliere) Alessandro Zamboni (Segretario).

Norme finali

Per tutto quanto non contemplato nel presente Statuto, si applicano, in quanto possibile, le disposizioni legislative vigenti, e in particolare si rinvia espressamente alle norme del codice civile vigente in tema di associazioni non riconosciute e alle disposizioni della legge 383/00.

Empoli, 23 luglio 2008

I Soci Fondatori