Degrowth Conference Barcelona 2010

Da GeorgescuRoegenWiki.

Aggiornamenti

La dichiarazione ufficiale della Conferenza è stata "rilasciata".

Per quanto senz'altro buona negli intenti ci lascia un poco "perplessi": forse ci aspettavamo una grinta maggiore...

Date una occhiata anche ai | risultati dei gruppi di lavoro.


Dal 26 al 29 marzo 2010, l'Associazione (nelle vesti di Paolo Santinello e Anna Rodeghiero, :-)) ha partecipato alla II Conferenza Internazionale sulla Decrescita che si è svolta a Barcellona presso il rettorato dell'Università (nella foto in basso in primo piano Paolo si riconosce facilmente di spalla con i suoi capelli bianchi...)

Immagine:Degrowth big.jpg



Per darvi alcuni numeri tratti dal sito ufficiale della conferenza (http://www.degrowth.eu) che vi invitiamo a visitare:

  • erano presenti oltre 500 tra economisti, scienziati, membri di associazioni, cittadini di oltre 40 paesi.
  • più di 300 persone hanno preso parte ai Gruppi di lavoro sulle proposte politiche e sulla ricerca in tema di decrescita
  • sono stati presentati 80 poster e si sono svolte oltre 50 presentazioni su vari temi.

L'organizzazione delle giornate è stata formidabile con grande impegno da parte dei colleghi di ICTA e UAB. Per noi una occasione imperdibile per entrare "nel cuore" delle tematiche care a Nicholas Georgescu-Roegen ma anche una opportunità formidabile di nuovi (e davvero belli) incontri, scambi, approfondimenti.

Ci siamo meravigliati (positivamente) della varietà di approcci ma anche della ricchezza delle diversità (da quelle anagrafiche a quelle linguistiche e culturali) che questa conferenza ha saputo mettere assieme: da Walter l'informatico e-democratico a Debal l'attivista indiano della "beyond developmentality" che abbiamo avuto modo di conoscere e con cui abbiamo condiviso un economicissimo cous-cous.

Crediamo di esserne usciti con grande entusiasmo e voglia di fare: come direbbe Paolo, per una volta fuori dai "sottoscala". Tutte le giornate sono state belle e terribilmente stancanti. Anna ha scoperto (ahilei!) quanto sia necessario fare costante esercizio nel parlare bene l'inglese (non basta solo saper leggere e ascoltare...) per esprimersi e dare il proprio contributo.

Il livello degli interventi espositivi delle plenarie è stato a nostro avviso ottimo, ma potete verificarlo voi stessi dando una occhiata ai materiali messi a disposizione sul sito Plenaries.

Nella prima giornata (il 26/3) con i due panel pomeridiani (Climate Change and Economic Crisis: Is prosperity possible without growth? A panel of ecological economists e The degrowth proposal: what is it about, how do we achieve it?)il fulcro dell'attenzione si è concentrato innanzitutto sulla "dimensione" e sulla terminologia legata al termine decrescita (François Schneider: Introduction to Degrowth),mettendo in luce anche alcuni elementi critici della discussione (Jeroen van den Bergh: Help! Six types of degrowth) e poi su alcuni "suggerimenti concreti" (François Schneider: Multiple Sources, Dimensions, and Strategies of Degrowth) che hanno introdotto i temi dei poster e dei gruppi di lavoro del giorno successivo.

La mattina del 27/3 sono stati organizzati una serie di Poster Tour e di discussioni.

Anna ha assistito alla presentazione dei Poster della sessione Work and employment (con alcune interessanti idee per esempio sul problema del nostro modo di rappresentare il lavoro e la relazione con la decrescita; ma anche sulla relazione tra lavoro pagato e lavoro "non pagato" e sul reddito di base) e in parte (sia pure con una "scappata" insufficiente a coglierne a pieno la valenza) ai Poster della sessione Knowledge, education and technology.

Nel pomeriggio abbiamo partecipato a 2 gruppi di lavoro diversi (How to deal with advertising e Degrowth in water consumption).

Il gruppo di lavoro sulla pubblicità, partito con alcuni buoni documenti di ingresso ha complessivamente prodotto un discreto abbozzo di possibili idee concrete confluite in un piccolo poster messo a disposizione dei colleghi. Le idee principali che sono emerse hanno teso a sottolineare il ruolo rilevante della pubblicità (creatrice di illusioni rispetto alle possibilità per le persone di soddisfare bisogni reali e immaginari attraverso prodotti e servizi) come spinta verso la crescita e il consumo e la necessità di intervenire per creare consapevolezza ed educare le persone a reagire e a "decostruire" i messaggi manipolativi. Tra i molti spunti emersi, si è parlato anche di regolamentazioni ritenendo tuttavia questo aspetto insufficiente se non accompagnato da un'azione più forte nei confronti del sistema consumistico. Il "poster" finale ha espresso una serie di ipotesi a comune su due approcci (bottom-up e top-down) per affrontare la questione sia attraverso l'impegno individuale, sia facendo leva su elementi di natura maggiormente "normativa". E' difficile restituire le idee e anche la confusione creativa maturata nelle due ore trascorse nel gruppo!

Il 28 marzo la plenaria è stata diretta ad esplorare e a dare il via al dibattito (e al lavoro dei gruppi) sulle proposte dei temi di ricerca da approfondire.

L'ottimo intervento di Giorgos Kallis (The Degrowth proposition(s) and research questions) ha permesso di esplorare lo stato dell'arte della ricerca sulla decrescita e di ipotizzare alcuni primi sentieri per una nuova agenda.

I nostri gruppi di lavoro del pomeriggio sono stati Social metabolism and transitions e Indicators for degrowth.

Il gruppo di lavoro sul metabolismo sociale è partito con un documento di ingresso molto ampio e la tematica ugualmente vasta ha generato quasi subito (anche per la numerosità dei partecipanti alla discussione) la necessità di formare due sottogruppi. L'esito non è stato molto eclatante anche se il sottogruppo al quale abbiamo partecipato ha lavorato abbastanza in armonia di vedute. L'esito finale (in cui avrebbero dovuto confluire i lavori di entrambi i sottogruppi) e assai difficile da riassumere per una certa confusione che si è venuta a creare e qualche dissenso proprio in fase di stesura finale.

La giornata del 29 marzo per noi è stata un poco "monca" dato che siamo stati costretti a ripartire da Barcellona con un certo anticipo. Il tema affrontato però era davvero interessante con alcuni interventi sulle viste della decrescita dall'Europa dell'Est ma soprattutto dall'India e dall'America Latina.

Per concludere.

Noi abbiamo potuto farci conoscere, stringere nuove relazioni e rafforzarne altre appena nate sia a livello nazionale con i gruppi di Mauro Bonaiuti, uno delle anime della decrescita in Italia, ma anche con colleghi di altre associazioni, di università e centri di ricerca. Rete, rete, rete.

Ancora non è uscito un documento comune e a questo proposito vi rimandiamo alle lucide (come sempre) riflessioni di Mauro Boniaiuti in merito nel suo articolo "La decrescita plurale"

Contiamo di poter condividere le nostre riflessioni con i nostri amici e i nostri soci.

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